NON TUTTI SANNO CHE...
“La macchina pareva vivere di una vita propria, avere un’aria ed un’effigie di corpo animato. Il legno esposto per anni ed anni al sole, alla pioggia, alla raffica, mostrava le sue fibre.....” G. D’ANNUNZIO, riferendosi ad un trabocco, ne “Il trionfo della morte”
L’Abruzzo custodisce numerose e pregevoli testimonianze religiose: basti citare il Volto Santo, la Sacra Spina e il Corpo di San Cesario. Numerosi sono i luoghi che testimoniano l’impronta lasciata dalla religione nella nostra regione: dall’Abbazia di San Clemente a Casauria, famosa in tutta Europa anche per il suo Chronicon oggi conservato presso la Biblioteca Nazionale di Parigi; alla Badia di Santo Spirito, vicino Sulmona, dove dimorò Pietro Angelerio, divenuto poi Papa col nome di Celestino V, fino all’Abbazia di San Giovanni in Venere, una delle più importanti del Medioevo.
Tra le numerose bellezze naturalistiche, l’Abruzzo può vantare la “Costa dei Trabocchi”. Di molo o di scoglio, queste “macchine da pesca”, ingegnose costruzioni, perlopiù di legno, si protendono nel mare da secoli.
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“Ciascuno dei due promontori era traforato; e si scorgevano dalla casa le aperture delle due gallerie. La strada ferrata correva dall’una all’altra, in prossimità del lido, per una lunghezza di cinque o sei metri, in linea retta. Dall’estrema punta del promontorio destro, sopra un gruppo di scogli, si protendeva un trabocco, una strana macchina da pesca, tutta composta tavole e di travi, simile a un ragno colossale”.
   Gabriele D’Annunzio, ne  “Il trionfo della morte”